Evento finale progetto erasmus+ “SOS Popillia – La difesa dal coleottero che minaccia l’Europa”
martedì, 15 luglio 2025, ore 10:00
Palazzo Corbetta Bellini di Lessolo, via Andrea Doria 10 – Torino
“Progettualità Erasmus+ per affrontare emergenze ambientali: il caso Popillia japonica”
La riunione, in presenza e on-line su webex, è stata aperta dal Presidente Marco Devecchi, che ha ricordato ruoli e competenze dell’Accademia, proprio nel formare ed informare operatori e pubblico sui risultati della scienza in agricoltura ed ha ringraziato tutti i partecipanti al progetto ERASMUS+ a partire dai componenti del gruppo di lavoro specialistico costituito in accademia, ai due partner ufficiali e a tutti i partner che hanno coorganizzato gli eventi sul territorio Piemontese e del RhoneAlp, le scuole di agraria coinvolte le istituzioni pubbliche e private che hanno partecipato nella disseminazione dei lavori.
La Riunione è stata divisa in due parti definite: il progetto ERASMUS e il problema della comunicazione sulla popillia la prima parte è stata dedicata alla illustrazione del progetto Erasmus+, dalla progettazione, alla candidatura, alla realizzazione fino alla rendicontazione dei risultati attesi e sopravvenuti.
Enrico Gennaro, project leader, ha sottolineato il ruolo del sistema Erasmus per sviluppare progetti internazionali di prevenzione di infestazioni biologiche in agricoltura. Ha illustrato brevemente i tre output principali: 01 Video A cura del Partner Fondation du Bocage, 02 Paper di buone pratiche a cura del partner Scuola Salesiana di Lombriasco e 03 Linee guida di comunicazione a cura dell’Accademia
Monica Michelis, coautrice dell’output 3 di competenza dell’accademia, revisionato dagli accademici Scapin e Cugnetto, ha illustrato i risultati effettivi degli incontri, delle persone raggiunte, degli obietti progettuali raggiunti e spesso superati, delle scadenze rispettate.
I dettagli dei dati sono compresi e illustrati nelle singole slide presentate ai partecipanti ed allegate al verbale e non vengono qui ripetuti.
Al termine della prima parte si è svolto un breve dibattito con i partecipanti, con integrazioni sui dati e sul ruolo internazionale.
Alle ore 11 ha avuto inizio la tavola rotonda dove i partecipanti sono stati intervistati dal Prject leader sul ruolo del progetto nella loro attività di informatori e di formatori:
Il Dr. Bosio accademico, ha aggiornato i partecipanti sulla situazione attuale della diffusione del coleottero, con i relativi effetti a un anno di distanza dal primo incontro nel progetto. I passi ed i tentativi fatti per limitare la diffusione e per proteggere la produzioni più a rischio di danneggiamento. Le reazioni del pubblico, nelle varie riunioni tenute con operatori esperti e con autorità pubbliche. E tra le raccomandazioni nuove, spostare alcuni trattamenti delle viti (quali un ritardo nella potatura) ed un rinvio di trattamenti chimici obbligatori, un tempo anticipati, che ora è meglio ritardare il più possibile per farli coincidere con la presenza del coleottero
Il Dr Cugnetto, accademico e primo portatore delle istanze dei produttori per la difesa dal coleottero, ha illustrato i passi avanti che , anche grazie all’Accademia, sono stati fatti con progetti di digitalizzazione della lotta. I progetti, in corso con Politecnico, università di Torino ed Aziende private, mirano a realizzare impianti di rilevazione e di riconoscimento. Per continuare con sistema di alert per inviare in automatico una macchina disinfestante, capace di valutare dove e con quale intensità sono raccolti i coleotteri dal distruggere. Ancora Cugnetto ha aggiornato sulla esplosione di quest’anno nelle vigne del Canavese con un grande danno per i vini pregiati locali.
Il Dr. Scapin accademico, ha illustrato la situazione delle specie più a rischio a partire dal nocciolo e dalle pianti fruttifere che nel periodo hanno frutti maturi che subiscono danni totali. I piccoli frutti sono particolarmente a rischio con la necessità di ingenti investimenti di copertura con reti di protezione.
Il Dr. Masoero, accademico, ricercatore e studioso delle situazioni nel mondo rileva che l’altro paese di grande infestazione, gli stati Uniti, sono divisi in due parti distinte: la zona est, dove l’infestazione è grave. E la parte ovest, dove la popillia non è arrivata. Quali sono le cause: una difesa interna o una lotta differenziata? Temi di futura ricerca.
Il Dr. Delloste, accademico, ha risposto alle domande su quali azioni le pubbliche amministrazioni dovranno attuare per difendere parchi e giardini, fiori ed aiuole, alberate e viali. Certo l’ambiante cittadino potrebbe essere meno favorevole allo sviluppo delle larve , ma la vicinanza di corsi d’acqua e zone irrigue potrebbero sviluppare l’infestazione che nella fase di coleottero distruggerà foglie e fiori. Sempre Delloste, che ha organizzato ben tre in contri tra gli iscritti alla università della terza età, quindi con un universo di partecipanti consapevoli di protezione e di ambiente, ha riscosso molto interesse ed apprensione tra i partecipanti. Diversamente dai gruppi di operatori che, se non afflitti dal coleottero, non ne percepivano il pericolo incombente.
Il prof. Tilly della Fondation du Bocage, pur seguendo tutta la presentazione on line, non è potuto intervenire per una imprevista difficoltà tecnica
Il prof Marocco, Scuola di agraria di Lombriasco, ha illustrato il ruolo del progetto su due fronti importanti: la didattica, perché il coleottero ha influenzato le lezioni di inglese e di geoagraria, ma ha anche indirizzato interventi sulla lotta a i parassiti, al trattamento protettivo al comportamento nel mondo florovivaistico, per non esportare l e larve nei vasi venduti in Italia e all’estero.
Ha anche aperto con dibattiti tecnici il rapporto con il mondo agricolo, presentando il problema in incontri mirati ed illustrando i pericoli con stand in fiere agricole locali. Per non tacere il vantaggio di collaborare con altre sei scuole di agraria piemontesi, favorendo interazioni e future azioni progettuali. In un mondo in continua evoluzione, dove il lavoro di squadra diventa premiante.
Alle 12:30 al termine di un breve dibattito la presentazione si è conclusa con un aperitivo di commiato, anche alla presenza di docenti delle scuole non partner ma partecipanti agli eventi di formazione e di disseminazione.
