2022

TITOLO: ricerche per l’agricoltura di collina presso l’Azienda di Vezzolano, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
AUTORI: Giorgio Masoero e Renato Delmastro (coordinatori), Marco Delmastro, Alberto Cugnetto, Giuseppe Sarasso
ANNO: 2022
RELAZIONE FINALE: le attività effettuate nel 2022 presso l’Azienda di Vezzolano .pdf
Lo sviluppo delle coltivazioni arboree si conferma un pilastro importante per l’economia delle zone collinari dell’Astigiano. Gli obiettivi delle ricerche attendono al mantenimento-miglioramento delle qualità del suolo con particolare riferimento alla sua bioattività. Le ricerche sviluppate dall’Accademia in cooperazione con varie Università e Centri negli ultimi anni hanno riguardato: A) una valutazione della fertilità «microbica» del suolo tramite la tecnica dei Litterbag-NIRS; B) un valutazione della risposta delle piante ai trattamenti di inoculazione microbica – anche con micorrize arbuscolari- correlata al pH fogliare e allo spettro NIR delle foglie.

2021

TITOLO: prospezione della fertilità microbica dei suoli agricoli mediante il metodo rapido denominato Litterbag-NIRS e calibrazione delle reali produzioni
AUTORI: Giorgio Masoero (coordinatore), Marco e Renato Delmastro
ANNO: 2021 – è stata svolta dall’Accademia ricevendo un contributo di 15.000 € da parte del MIPAAF
Scopi: dimostrare e studiare la biodiversità microbica del suolo in modo indiretto e semplificato, osservando la bioattività in una sonda-tampone di materiale organico, nelle condizioni reali, ossia in-vivo con presenza della coltura
Metodi: il litterbag consiste in una sonda di fieno “Alpino” macinato che rimane interrata per 60 giorni. Il residuo viene esaminato da uno spettrometro smart-NIR SCiOTM per ricavare informazioni dal tipo di trasformazione realizzata. Grazie ad una ampia rete di collaborazioni il metodo è stato esteso ad un complesso di cinque gruppi di colture (Mais, Prato, Vite, Pomodoro, Patata, Orticole) per un totale di 226 campi o parcelle sperimentali, da cui sono derivati 4579 spettri.
Risultati: dagli spettri NIR dei litterbags, mediati per campo o parcella misurata, si è rivelato possibile ottenere una stima significativa delle produzioni realizzate. I valori di R2 cross-validato mediamente risultano pari 0.82, con valori minori per il mais (0.63) e pomodoro (0.77) maggiori per prati e orticole (0.81), vite (0.86) e patata (0.92).
Prospettive: in base al presente lavoro, il metodo Litterbag-NIRS è utile per dimostrare indirettamente che la fertilità microbica è parte integrante della fertilità del suolo, come testimoniano le elevate correlazioni e predizioni delle rese produttive delle colture. La rappresentazione della bioattività del suolo tramite i Litterbag-NIRS è impiegata in due progetti EU ad affiancare lo studio della biodiversità del suolo e della risposta ai fertilizzanti microbici.
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TITOLO: applicazioni del telerilevamento satellitare multispettrale nell’areale del Barolo DOCG. Esperienze con cv Nebbiolo e Barbera
AUTORI: Alberto Cugnetto (coordinatore), Enrico Borgogno, Giorgio Masoero, Vittorino Novello
ANNO: 2021 e parzialmente conclusa

2020

TITOLO: applicazioni del telerilevamento multispettrale in viticoltura. Prime esperienze in vigneti canavesani di Erbaluce, Nebbiolo e Sauvignon blanc
AUTORI: Alberto Cugnetto (coordinatore), Enrico Borgogno, Giorgio Masoero, Giuseppe Sarasso, Vittorino Novello
ANNO: 2020 e parzialmente conclusa

TITOLO: vineyard Clusters Monitored by Means of Litterbag-NIRS and Foliar-NIRS Spectroscopic Methods
AUTORI: Alberto Cugnetto e Giorgio Masoero (coordinatori), Enrico Borgogno, Giuseppe Sarasso, Vittorino Novello
ANNO: 2020
La sperimentazione si è svolta in due vigneti siti in Canavese nel comune di Piverone ed in collaborazione con la Cantina Coop della Serra con l’obiettivo di effettuare l’analisi indiretta per la valutazione degli effetti del microbiota del suolo sulla produzione della vite. Quindici grappoli di due varietà di Nebbiolo ed Erbaluce sono stati identificati in cinque vigneti appartenenti a una cooperativa di viticoltori nel Nord Ovest dell’Italia, in base alle differenze nell’indice NDVI, come monitorato dal sistema Crop Monitoring OES. I vigneti sono stati censiti nel 2019 e il monitoraggio sperimentale di 75 viti è stato condotto nel 2020. Il primo metodo indiretto (Litterbag-NIRS) prevedeva l’esame dei litterbags di fieno con un dispositivo NIR portatile intelligente SCiOTM. Gli spettri litterbag-NIR medi dei grappoli, per quanto riguarda la resa, evidenziano elevati valori di correlazione sia per Nebbiolo che per Erbaluce. I risultati della resa sono stati spiegati considerando alcune variabili dominanti in entrambi i vitigni, vale a dire la respirazione microbica del suolo e la proteina grezza del litterbag (positiva), in contrapposizione all’NO3–N del suolo e all’ADF del litterbag (negativa). Il legno di potatura era anche strettamente correlato agli spettri del litterbag. E’ stato poi eseguito un secondo metodo rapido, il pH fogliare accoppiato alla spettroscopia NIR delle foglie. I risultati complessivi previsti dal NIRS fogliare mostrano una correlazione elevata per la resa e per il Canopy Cover. Tuttavia, il risultato più interessante riguardava le regressioni della resa sul pH fogliare, che erano chiaramente negative in entrambi i vitigni e con valori simili. Il Litterbag-NIRS, che mostra un’alta capacità predittiva, e il pH fogliare – con o senza foliar-NIRS – sono metodi indiretti e frugali che possono essere raccomandati per una valutazione razionale della fertilità microbica del suolo dei vigneti.

2016

TITOLO: colored Anti-Hail Nets Modify the Ripening Parameters of Nebbiolo and a Smart NIRS can Predict the Polyphenol Features
AUTORI: Alberto Cugnetto (coordinatore) e Giorgio Masoero
ANNO: 2016 – 2021
Grazie alla collaborazione tra l’Accademia di Agricoltura di Torino e l’Azienda vitivinicola Enrico Serafino di Canale d’Alba è stato possibile avviare una sperimentazione che ha testato l’utilizzo di reti antigrandine di diverso colore con finalità secondaria ombreggiante, al fine di mitigare i danni prodotti dalle scottature solari sui grappoli. L’applicazione delle reti antigrandine, seppur onerosa perché aumenta i costi viticoli (+ 24% delle h/ha annue necessarie per la gestione in verde su spalliera), permette di salvaguardare l’integrità del grappolo nell’eventualità di eventi meteorici con grandine, evitando inoltre le tanto temute scottature. L’applicazione precoce delle reti, prima della fioritura, ha permesso di sfogliare e sfemminellare completamente la fascia grappolo, migliorando il microclima della parete fogliare e l’efficienza di erogazione dei fitofarmaci. Oltre alla protezione dai raggi UV che causano le scottature, reti di differenti colorazioni hanno indotto delle differenze di accumulo di alcuni metaboliti delle uve. L’esperimento, che nella fascia grappolo prevedeva un controllo completamente sfogliato e sfemminellato ed uno solo sfemminellato (quest’ultima pratica è comunemente utilizzata nell’areale langarolo), ha evidenziato per le tesi trattate con reti verde scuro una maggior conservazione dell’acido malico nel succo, una maggior estraibilità dei flavani dai semi e, sulla frazione estraibile dei semi, un minor rapporto di flavani reattivi alla vanillina sulle proantocianidine. La concentrazione zuccherina del mosto non è stata significativamente influenzata dalle coperture plastiche, così come la composizione fenolica delle bucce, almeno per i parametri indagati. Il profilo antocianico e l’estraibilità media degli antociani dalle bucce non mostra differenze sostanziali rispetto al controllo solo sfemminellato. La differenza compositiva dei semi e delle bucce è stata anche indagata tramite un NIR Portatile (Smart NIR SCIO) che ha permesso di elaborare una serie di algoritmi predittivi della composizione di bucce e semi a partire dagli spettri di riflettanza NIR delle uve indagate. Questo strumento portatile e di facile utilizzo, permetterebbe di velocizzare molte indagini pre-vendemmiali, sostituendo analisi di riferimento più onerose e per questo motivo poco utilizzate nella pratica. L’uso delle reti antigrandine, con finalità secondaria ombreggiante, può risultare una valida risorsa per proteggere i grappoli dai danni meccanici e termici. Le reti di color verde scuro hanno evidenziato un effetto parzialmente ritardante della maturazione.

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