Antefatto
La Popillia japonica, coleottero esotico originario del Giappone, è oggi considerata una delle specie invasive più dannose per l’agricoltura e per gli ecosistemi in Europa. Giunta nel continente attraverso i flussi commerciali e le movimentazioni di materiale vegetale, la specie si è insediata stabilmente in alcune aree del Nord Italia e della Svizzera meridionale, con segnalazioni più recenti anche in Francia. Ogni femmina adulta può deporre tra 40 e 60 uova nel terreno, generalmente in piccoli gruppi e a una profondità di circa 5-10 cm. Le uova si schiudono in pochi giorni, dando origine a larve che si nutrono delle radici delle piante, mentre gli adulti attaccano oltre 300 specie vegetali – comprese vite, mais, fruttiferi, piante ornamentali e spontanee. Si tratta di una grave minaccia per l’agricoltura, il tappeto erboso e il paesaggio, che rappresenta un’emergenza per la salute delle piante a livello europeo. La velocità media di espansione è stimata in circa 10 km l’anno, con colonie che possono raggiungere rapidamente densità elevate, come evidenziato dai dati di cattura provenienti dalle reti di monitoraggio. Le economie rurali sono particolarmente esposte: viticoltura, frutticoltura, corilicoltura, cerealicoltura, orticoltura, settore vivaistico e foreste rientrano tutti tra i comparti vulnerabili.
Le esperienze di lotta biologica a basso impatto ambientale condotte finora, pur fornendo indicazioni utili, non hanno ancora permesso di ottenere un contenimento significativo e stabile delle popolazioni. Per questo diversi enti e amministrazioni pubbliche – a partire dalle regioni italiane più colpite fino ad arrivare alle autorità fitosanitarie francesi e svizzere – hanno avviato campagne di monitoraggio e sperimentazione di sistemi di contenimento, integrando trappole attrattive, misure agronomiche e azioni di sensibilizzazione.
Il progetto Erasmus+ «SOS Popillia» si è inserito in questo contesto come iniziativa educativa transnazionale, promuovendo la conoscenza del ciclo biologico dell’insetto tra insegnanti e studenti e sensibilizzando le comunità locali del territorio piemontese e della regione francese dell’Auvergne-Rhône-Alpes sull’importanza di una risposta coordinata e sostenibile, coerente con le strategie di protezione fitosanitaria europee.

«SOS Popillia» ha messo in campo azioni concrete e misurabili, traducendo gli obiettivi educativi e di sensibilizzazione in risultati tangibili. I dati raccolti lungo i 18 mesi di progetto offrono un quadro chiaro dell’impatto raggiunto, sia in termini di partecipazione sia in termini di diffusione delle buone pratiche: sono proprio questi “numeri” a raccontare, meglio di ogni altra parola, il valore dell’iniziativa.
Grazie a una pianificazione accurata e al coinvolgimento attivo delle comunità scolastiche e agricole, il progetto ha raggiunto e in alcuni casi superato ampiamente gli obiettivi pianificati.
Nei due moduli formativi destinati ai docenti – la Summer School 2024 e la Spring School 2025 – sono stati coinvolti complessivamente 153 insegnanti, un dato in linea con i 148 attesi. Oltre agli 8 partecipanti pilota, la formazione è stata estesa ad altri 145 docenti tramite un percorso “a cascata”: 45 interni ai due istituti partner e 100 provenienti da scuole non consorziate. Il coinvolgimento di questi “docenti moltiplicatori” ha favorito la condivisione dei contenuti formativi all’interno delle comunità scolastiche e consentito la diffusione di conoscenze e materiali didattici anche al di fuori del consorzio.
Oltre ai docenti, un elemento chiave del progetto è stato il coinvolgimento di 465 studenti nelle attività scolastiche degli istituti partner, di cui 6 hanno anche partecipato alla formazione specialistica per formatori, entrando così in contatto con il mondo professionale agricolo. Questo piccolo sottogruppo ha concretizzato una raccomandazione del valutatore Erasmus+, che suggeriva di includere gli studenti nelle due School data l’elevata valenza formativa dell’attività; il progetto ha così anticipato, seppur in scala ridotta, le azioni successive previste per gli studenti. Parallelamente, grazie alla didattica svolta in scuole esterne al consorzio, sono stati raggiunti altri 1.075 studenti, portando il totale complessivo a 1.540. La platea studentesca è quindi risultata superiore alle previsioni iniziali (1.400), con un incremento del 10%.
Sul versante delle attività di divulgazione territoriale, previste in 21 appuntamenti tra Piemonte e Rhône-Alpes, il progetto ne ha realizzati 31 (2 sperimentali + 28 ordinari + 1 Roundtable finale), 10 in più rispetto al pianificato (+48%).
La partecipazione ha oltrepassato ogni aspettativa: contro i 610 partecipanti previsti tra eventi formativi e divulgativi, sono state raggiunte ben 3.360 persone (+451%). Se si considerano anche gli eventi formativi nelle scuole non consorziate, infatti, il totale complessivo arriva a 42 eventi, 11 in più rispetto al cronoprogramma (+35%). Gli eventi hanno coinvolto 11 scuole non consorziate, tra italiane e francesi, una in più rispetto alle 10 previste (+10%).
Va tuttavia sottolineato che i numeri mostrano chiaramente che gli indicatori di performance del progetto fissati in candidatura erano molto prudenti – poco allineati al potenziale effettivo del progetto: non si tratta solo di “aver superato gli obiettivi”, ma di avere una forbice ampia tra valori attesi e risultati reali conseguiti, che offre un’utile lezione per calibrare con maggiore accuratezza le future progettazioni.
In ogni caso, l’ampliamento di portata non ha solo accresciuto il numero di beneficiari diretti, ma ha anche moltiplicato gli effetti indiretti. La distribuzione di materiali divulgativi – il Paper di buone pratiche, un dépliant in lingua francese, un Video sottotitolato in inglese e le Linee Guida di Comunicazione trilingue (it, fr, en) – ha raggiunto un pubblico vasto, comprendente operatori agricoli, tecnici comunali e cittadini. La partecipazione a fiere e sagre locali con punti informativi dedicati, pur non prevista in fase progettuale, si è rivelata uno strumento efficace per il contatto diretto con la popolazione rurale, portando il tema del contenimento della Popillia japonica al di fuori dei soli contesti tecnici e istituzionali. Di particolare rilievo è stata la partecipazione al “Salon International de l’Agriculture 2025” di Parigi: tre studenti del corso “BTS Métiers du Végétal” del “Lycée Agricole Costa de Beauregard” della “Fondation du Bocage” di Chambéry (Francia), accompagnati da un loro insegnante, hanno presentato l’esperienza fatta durante la Summer School a Torino e il Video divulgativo “Popillia japonica: une menace silencieuse pour nos cultures” all’Agora del polo Agri’Métiers, con un momento di dialogo diretto col pubblico. Questo loro intervento ha amplificato la visibilità transnazionale del progetto.
Anche la diffusione digitale ha esteso significativamente la platea: le registrazioni degli interventi pubblicate sul canale YouTube dell’Accademia hanno totalizzato oltre 7.160 visualizzazioni, permettendo a contenuti tecnici di restare accessibili nel tempo e raggiungere operatori e cittadini non presenti agli eventi.
In Italia, un contributo strategico è venuto anche dal coinvolgimento degli ex allievi della “Scuola Agraria Salesiana” di Lombriasco, che hanno costituito un ponte tra il mondo della formazione e quello professionale. Inoltre, l’estensione delle attività a target non inizialmente previsti ha permesso di raggiungere pubblici molto diversi: da un lato, gli studenti della Scuola Secondaria di primo grado, avvicinati con iniziative mirate alla sensibilizzazione precoce; dall’altro, i senior dell’Università della Terza Età, coinvolti in specifici incontri di approfondimento. In questo modo il progetto ha saputo adattare linguaggi e strumenti ai diversi contesti, aumentando l’efficacia della comunicazione e della divulgazione.
L’impatto del progetto si è quindi manifestato su più livelli: nell’incremento delle competenze degli insegnanti, nella crescita della consapevolezza degli studenti e delle comunità locali, e nella diffusione di buone pratiche sostenibili di gestione dell’infestazione. Risultati che, pur appartenendo formalmente alla sfera educativa, contribuiscono in modo tangibile alla resilienza dei sistemi agricoli locali di fronte a una delle più insidiose minacce fitosanitarie attuali.















