L’Accademia di Agricoltura di Torino è lieta di annunciare che il progetto europeo Erasmus+ «SOS Popillia» è stato ufficialmente selezionato come “Buona Pratica Erasmus+”, ricevendo il punteggio massimo di 100/100 nella valutazione finale effettuata dall’Agenzia Nazionale INDIRE.

Un risultato eccezionale, che non solo conferma la qualità del lavoro svolto, ma attribuisce al progetto una vera e propria certificazione di eccellenza, riservata alle iniziative Erasmus+ che si sono distinte per l’alta qualità nella progettazione e nella gestione, la rilevanza dei risultati rispetto agli obiettivi del programma, l’impatto concreto sui partecipanti e sulle comunità coinvolte, il valore aggiunto europeo e il potenziale di trasferibilità ad altri contesti. 🎖️

Quando è stato avviato – l’anno scorso, a inizio febbraio – «SOS Popillia» nasceva da un’urgenza: la diffusione in Europa della Popillia japonica, un coleottero esotico originario del Giappone, altamente invasivo, in grado di compromettere seriamente colture agrarie, piante ornamentali e tappeti erbosi. Dal suo primo ritrovamento nel 2014, questo insetto si è rapidamente propagato nel Nord Italia e in alcune zone della Francia, generando preoccupazione tra agricoltori, tecnici e istituzioni. Di fronte a una minaccia ambientale tanto concreta, l’Accademia ha scelto di rispondere non solo con la ricerca scientifica, ma anche con l’educazione, la cooperazione europea e la comunicazione.

Il progetto ha preso forma attorno a un’idea semplice ma ambiziosa: trasformare le scuole agrarie in luoghi di prevenzione e conoscenza, capaci di formare giovani consapevoli e pronti a riconoscere i segnali di un’infestazione. È così che, tra Italia e Francia – Piemonte e Auvergne-Rhône-Alpes – sono state realizzate attività di formazione specialistica per docenti, percorsi didattici per studenti e incontri territoriali rivolti ad operatori agricoli e cittadini. Le lezioni teoriche si sono alternate a esperienze pratiche sul campo, in un dialogo continuo tra scienza e territorio, tra conoscenza accademica e sapere operativo.

I risultati ottenuti hanno superato ogni aspettativa.

Più di millecinquecento studenti (1.540) e oltre centocinquanta docenti (153) delle scuole agrarie sono stati direttamente coinvolti, e le attività di sensibilizzazione – 42 eventi, di cui 11 sessioni di formazione in altrettante scuole agrarie e 31 eventi con stakeholder – hanno raggiunto oltre tremila persone (3.360) tra agricoltori, tecnici, amministratori comunali e cittadini. La comunicazione ha avuto un ruolo centrale: la campagna “Popillia japonica: il coleottero killer che ama fare l’autostop” ha saputo unire rigore scientifico e linguaggio accessibile, contribuendo a diffondere comportamenti corretti e prevenzione attiva.

Nel corso dei 18 mesi di progetto sono nati materiali di grande valore formativo e divulgativo: un Paper sulle buone pratiche redatto dagli studenti italiani, un Video divulgativo realizzato dagli studenti francesi e, a coronamento del percorso, le Linee Guida di Comunicazione multilingue – in italiano, francese e inglese – curate dall’Accademia. Quest’ultimo documento, dedicato a chi opera nella comunicazione ambientale e agricola, offre suggerimenti concreti per informare e sensibilizzare in modo efficace, trasformando la comunicazione in uno strumento di prevenzione in ambito fitosanitario.

 

Il riconoscimento come Buona Pratica Erasmus+ premia non solo la qualità scientifica e gestionale del progetto, ma soprattutto lo spirito di collaborazione e impegno condiviso che ne ha animato ogni fase. La cooperazione tra l’Accademia, la “Scuola Agraria Salesiana” di Lombriasco e il “Lycée Agricole Costa de Beauregard” della “Fondation du Bocage” di Chambéry (Francia) ha dato vita a un modello di lavoro transfrontaliero che dimostra come educazione, partecipazione attiva delle comunità scolastiche e impegno per la sostenibilità ambientale possano intrecciarsi per rispondere in modo efficace alle sfide del nostro tempo.

L’impatto del progetto si è manifestato su più livelli, rafforzando al tempo stesso le competenze degli insegnanti, la consapevolezza degli studenti e delle comunità locali, e la diffusione di buone pratiche sostenibili nella gestione dell’infestazione. Questi risultati, pur appartenendo formalmente alla sfera educativa, hanno contribuito in modo tangibile alla resilienza dei sistemi agricoli locali di fronte a una delle più insidiose minacce fitosanitarie attuali. I docenti formati possono oggi integrare nei curricula scolastici contenuti aggiornati sulla Popillia japonica, rinnovando approcci e metodi didattici e introducendo in modo trasversale temi di sostenibilità e gestione ambientale. Questo rende l’esperienza del progetto strategica per l’evoluzione delle politiche scolastiche interne, in linea con le priorità europee della “green transition” e dell’approccio “One Health” – una prospettiva che, riconoscendo l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, sottolinea come la prevenzione e il contenimento delle specie invasive siano parte integrante degli sforzi per salvaguardare ecosistemi, biodiversità e sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, i partner hanno consolidato le proprie competenze nella prevenzione della popillia e nella cooperazione internazionale, confermando il valore aggiunto di una collaborazione transfrontaliera ed europea che unisce sostenibilità, educazione ambientale e innovazione condivisa.

 

Con questo risultato eccezionale, l’Accademia consolida il proprio ruolo come attore attivo nella promozione di buone pratiche europee in materia di formazione, sostenibilità e innovazione ambientale. E «SOS Popillia» diventa un esempio concreto di come la conoscenza, quando condivisa e messa in rete, possa davvero trasformarsi in protezione per l’agricoltura e per la biodiversità del nostro territorio.

Gli output principali del progetto: una conoscenza che resta!

Il progetto «SOS Popillia» non si conclude con le sue attività, ma lascia strumenti concreti a disposizione di scuole, tecnici e comunità. Gli output prodotti sintetizzano l’esperienza condivisa e offrono risorse utili per continuare il lavoro di sensibilizzazione e prevenzione.

Tutti i materiali sono liberamente scaricabili: un modo per continuare a far vivere il progetto e diffondere una conoscenza che resta. Perché la conoscenza, quando circola, diventa la nostra migliore difesa.

 
Attribuzione. Ringraziamo Gilles San Martin di Namur, Belgio, per la foto del coleottero Popillia japonica rilasciata sotto licenza CC BY-SA 2.0, tramite Wikimedia Commons.
 
Partenariato del progetto europeo Erasmus+ «SOS Popillia»
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